Cofanetto dvd

Si avvicina il Natale e mi accorgo che sono pochi quelli che hanno le idee chiare su che cosa regalare a Natale alla gente che gli sta a cuore.

Basterebbe fare caso alle tracce che ciascuno lascia delle proprie passioni per poter avere la certezza di fare un regalo gradito.

Io che sono per la semplificazione, poi, trovo geniale regalare libri, DVD, CD, videogiochi e cosevarie senza dover fare code alle casse. Il mio negozio online preferito per questo genere di regali è Internet Bookshop, che sotto Natale ha ideato sconti per oltre 500mila prodotti e propone le spese gratuite al superamento dei 39 euro.

Così coniugo la passione per libri, film e musica con la passione per gli acquisti online e compro regali che piacciono a tutti. E ho anche la possibilità di farli recapitare a domicilio, in caso di amici lontani ai quali mi venga voglia di inviare un regalino molto personale.

Alla ricerca di idee buone per i miei amici, vuoi che un cofanetto film di Hitchcock non faccia piacere a un grande appassionato di Alfred Hitchcock? Se hai il dubbio che abbia già una copia della Alfred Hitchcock Collection in dvd, chiedi a sua moglie, a sua madre, alla sua fidanzata. Oppure, quando sei a casa sua, scorri con il dito la sua collezione di DVD… Tieni presente che se ha già qualcuno dei film contenuti nel cofanetto, avere comunque la “collection” non gli dispiacerà. Sarà anzi contento di non dover consumare un’unica copia dei suoi film preferiti.

E se hai un amico appassionato di noir che non ha mai visto la serie televisiva Dexter, forse è il momento di fargliela conoscere. Tra i cofanetti dvd che gli puoi regalare, IBS mette a disposizione Dexter prima stagione e Dexter seconda stagione. Tieni presente che bisogna essere un po’ forti di stomaco per guardare Dexter. E’ pursempre un serial killer (benché “buono”) che fa a pezzi la gente.

Se hai amici particolarmente impegnati che amano il cinema d’autore e frequentano i cineforum, sono certo che il cofanetto dvd IL DECALOGO di Kieslowski farà certamente centro. Il decalogo di film è del 1988 e probabilmente l’appassionato di cinema l’avrà visto nel corso di qualche rassegna ma non ne avrà comprata una copia per evitare il rischio di incorrere in una seconda visione del primo episodio della serie (francamente terribile).

Qualunque sia la passione, dalla serie completa di Lost (per chi cerca “cofanetto Lost”) alla collezione di tutti i film più belli di Audrey Hepburn (nella “The Audrey Hepburn. Classic Collection”), su IBS si trova davvero una tonnellata di stimoli per regali interessanti e originali.

Prossimamente parleremo dei libri che vorrei regalare (uno lo conoscete già: è Blackout di Francesco Tranquilli).

Marco Morello di supersalute.com

Francesco Tranquilli vince Tiro Rapido 2009

Se si può dire “Lo sapevo,” lasciatemelo dire senza falsa modestia. Lo sapevo, ragazzi, che questo Tranquilli (vedi foto) aveva qualcosa di poco traqnuillo.

Io e lui ci siamo classificati come vincitori della tappa perugina di Tiro Rapido 2009, la sfida letteraria organizzata da Porsche Italia con il consueto supporto dell’azienda vinicola Primosic. A Perugia ci siamo sfidati nel più bel caffè della città: il Caffè di Perugia. Il suo racconto si mangiava il mio in un sol boccone, ma il mio era abbastanza turpe da farsi sputare dopo i primi morsi, quindi mi sono classificato con lui per la finale.

Il 16 novembre ci siamo incontrati di nuovo, a Milano, sala Montanelli, Corriere della Sera, per sfidarci e sfidare gli altri 12 concorrenti provenienti dal resto d’Italia.

14 concorrenti, che hanno già vinto la pubblicazione nel volume TIRO RAPIDO 2009, si sono misurati su due tracce davvero belle. La prima sembrava uscita dal mio cassetto dei desideri:

  1. Lui, lei e il cadavere
  2. Il commissario: colpevole o innocente?

Nella mia carriera di scrittore mancante (dai non posso dire mancato, perché non ci ho mai provato. Però mancante sì, perché ai miei racconti mancava sempre qualcosa: di solito c’era l’inizio…) nella mia carriera di scrittore mancante il cadavere in scena era una delle situazioni preferite. Decapitato, in salotto, sulla spiaggia (copiando), nudo, vestito, in compagnia… Insomma, quella traccia lì sembrava fatta apposta per me. Fosse che fosse la volta buona e riesco a finire un racconto con il cadavere?

Invece, ecco, è scattata la Paura da Compito In Classe, m’è partito l’Effetto Tabula Rasa. Mi sono sforzato di trovare uno spunto anche negli incipit dei miei raccontini del liceo. Niente da fare. Ho provato a lasciar perdere e pensare ad altro. Ho messo su un po’ di musica. Ho scelto le musiche di Bernard Herrmann per i film di Alfred Hitchcock, poi sono passato a Mozart, ma niente…

Se a Perugia mi ero buttato immediatamente su un’idea che poi avevo accantonato perché mi sembrava aberrante e quindi improponibile (quella che poi mi ha fatto vincere), qui non riuscivo a costruire nulla e sono andato avanti per frasi.

Nel tentativo di fare qualcosa di diverso per evitare il solito clima lugubre, pioggia, nebbia, notte, sono partito con uno scenario primaverile. Ma poi tutto veniva fuori talmente a fatica che ho abbandonato per una notte di pioggia in un secondo racconto. Il secondo racconto (veramente sotto la media della mediocrità) è venuto fuori tutto insieme. Rileggendolo aveva troppi OMMIODDIO per essere sostenibile, quindi sono tornato alla primavera del primo e ho cercato di tirare fuori qualcosa. Però scrivevo senza sapere dove volevo andare a parare e questa è una tecnica che non paga (a meno di chiamarsi Aldo Nove, che magari si lascia trasportare ma arriva sempre in qualche posto interessante).

Mentre sono lì che arranco arriva l’ora di pranzo e ne approfitto per leggere le prime righe del romanzo che Francesco Tranquilli, con deliziosa dedica, mi ha regalato quella stessa mattina prima di andare al Corriere della Sera.

Io faccio così con tutti i libri, mica cambia qualcosa con questo: leggo le prime frasi e so se mi piace o no (in verità: annuso e poi leggo le prime frasi).

Beh. Leggo le prime frasi e so subito che Francesco Tranquilli vincerà. E’ bravo. Fa ridere. Ci sa proprio fare. E’ uno scrittore. Io devo fare ancora un po’ di strada.

Rendetevi conto che Francesco è uno che fa proprio come gli scrittori veri. Non è come me che da 10 anni non scrivevo una riga e che adesso mi sono buttato nell’avventura bohémienne da caffè letterario de noantri. Lui tutti i giorni si sveglia a un’ora improba, tipo le 4.30 o le 5 del mattino, e mentre tutta la famiglia dorme, scrive.

Ragazzi, si merita ogni virgola del suo successo. Ogni punto esclamativo.

Ma io sono qui per parlare della serata della premiazione.

La serata della premziazione funziona così. Arriviamo tutti in orario. Tergiversiamo un po’, poi ci sediamo. Doppia fila di tavoli, videoproiettore, menu e scaletta sconosciuti. Francesco Tranquilli (io so che vincerà perché ho letto il romanzo o perché lo desidero fortemente - chi crede alla legge dell’attrazione?) Francesco Tranquilli si siede al tavolo dove mi siedo anche io (non che sia un caso: abbiamo passato del tempo insieme in questi giorni milanesi, ci siamo scritti, prima, veniamo tutt’e due dalla tappa di Perugia. Poi mi è molto simpatico. Poi sarà il vincitore…). Faccio in modo che si sieda oltre mia moglie, così, quando comunicheranno il vincitore, lui potrà alzarsi senza far spostare tutti.

La cena è decorosa. Il vino bianco Ribolla Gialla di Primosic scorre a fiumi. Io non reggo il vino bianco (non che non mi piaccia deltutto, ma mi fa subito effetto) quindi seguo tutto con particolare pathos. Porsche Italia ci racconta tutte le tappe di Tiro Rapido 2009. Ciascuna coppia di vincitori della propria tappa rivede le impietose foto fatte all’ingresso. Vengono snocciolati dati sulla manifestazione, quanti partecipanti, quanti racconti, paragoni con le altre edizioni, racconti fantasmagorici su alcune iniziative (una sfida letteraria per esempio si svolgeva su un battello)… insomma, avremmo voluto annoiarci e chiacchierare tra noi come alunni dell’ultimo banco, invece abbiamo ascoltato con interesse perché tutto era interessante e ci riguardava da vicino. Questa smania di cose belle che prendeva il massimo esponente della comunicazione di Porsche in Italia contagiava anche noi. O meglio, ci aveva già contagiati mesi fa, quando avevamo mandato la richiesta di adesione al concorso.

A cena parliamo tra commensali. La ragazza al mio fianco è un’insegnante di materie artistiche. E’ al suo terzo concorso letterario con Porsche. La sua amica è un’artista. Un ragazzo alto alto è il direttore marketing di una squadra di basket famosa… Francesco Tranquilli è un insegnante di lingua e civiltà francese. Io un imprenditore della net economy.

Francesco ha già pubblicato un romanzo noir (Blackout), ambientato proprio nella sua scuola. Si parte con i racconti di scuola, dalle assurdità dell’impianto organizzativo/burocratico agli aneddoti sugli studenti, le gite, la vita di classe.

In una fase della cena, tra il primo e il secondo, c’è una lunga pausa organizzativa del ristorante e il professor Daniele Protti, direttore dell’Europeo, prende in mano la situazione, fa un riepilogo delle informazioni salienti sui racconti letti in questa edizione e su quelli della finale (dice: “alcuni hanno scritto un buon racconto durante la selezione e nel corso della finale hanno scritto peggio” e io mi sento subito chiamato in causa), poi spiega un foglio A4 e dà pubblica lettura del racconto vincitore.

Fa un piccolo appunto prima di iniziare. Io sto guardando Francesco, che invece è in trance. Lo fotografo anche, già che ci sono, con il Nokia N82 (è sempre lui, il cellulare che ho vinto nel press tour Nokia del 2008). Francesco certamente sa di aver scritto un bel racconto (ne ha consegnati tre, ma uno gli sembra proprio ben scritto) ma lui non sa di aver vinto.

Il piccolo appunto riguarda un accorgimento tecnico presente nel racconto: l’utilizzo del corsivo. Dice qualcosa tipo “il corsivo viene usato da qualcuno che non è più”.

Francesco ha un movimento delle mani sulla faccia (si sta tenendo la faccia, Francesco, per evitare che gli esploda per la tensione). Alla lettura della prima frase gli scoppia un sorriso ed esulta con grande contegno, anche se a braccia alzate. Io gli faccio un cenno d’entusiasmo e poi mi perdo nell’ascolto.

Uno: Daniele Protti ha capito tutto del racconto e lo legge come fosse suo.
Due: il racconto è esilarante. Francesco, è proprio bello.

Io sono ubriaco e commosso. Al termine del racconto l’autorevole lettore proclama il nome del vincitore. Francesco Tranquilli.

Scatta l’applauso. Succedono cose varie, consegna di un premio e anche un’intervista, basata sulle domande che il pubblico degli aspiranti scrittori vuole fare al vincitore… Lui risponde con chiarezza e competenza, in modo sensato e profondo. Dice cose belle per le quali, se si vuole, ci si può anche commuovere. Io perlomeno mi commuovo. So che non fa testo, che ero illanguidito dalla Ribolla Gialla, ma mi sono proprio emozionato.

In tutto questo, fa anche un intervento ESILARANTE Maurizio De Giovanni, l’autore noir che ha lanciato la sua carriera proprio vincendo un Tiro Rapido partito nel 2005 al Gambrinus di Napoli.

La serata scorre serena e felice. Siamo tutti stanchi. Francesco subisce l’onta di alcune foto supplementari. Esce spossato e soddisfatto. Io fotografo il nostro gruppetto. Sono stanco morto. L’indomani avrò un appuntamento importante a Padova alla Solgar e devo ancora prenotare il treno. Ma sono proprio felice.

L’esperienza, comunque sia andata, è stata davvero appagante. Ho conosciuto un grande scrittore ai suoi esordi. Ho passato un bel weekend con mia moglie. Il giorno dopo, di ritorno da Padova, ho anche visto la mostra di Hopper.

Il mio racconto sarà nella raccolta TIRO RAPIDO che uscirà nei primi mesi del 2010. E’ la prima volta che qualcuno pubblica qualcosa di mio che non sia una recensione del giornalino del liceo o un articolo di tecnologia e web per le riviste con cui ho collaborato. Articoli, comunicati stampa, recensioni, i post dei miei blog… scrivere fa parte della mia vita, ma la scrittura professionale e quella creativa vivono in due universi paralleli. Insomma, il fatto che un mio racconto sia in una raccolta di racconti noir mi emoziona.

Non crediate che sia finita qui.

Come altri che ho incontrato lì alla finale, diventerò un partecipante seriale. Un serial tirorapider. Mi vedrete a tutte le prossime edizioni. Tiri rapidi, voli rapidi, sia quello che sia.
Io ci sarò.

Francesco Tranquilli, il vincitore di Tiro Rapido 2009
FRANCESCO TRANQUILLI CON IL SUO TROFEO
(Francesco ha pubblicato quest’anno il suo primo romanzo noir: BLACKOUT)

Marco Morello di supersalute.com

Neuro Chocolate, tutti pazzi per il cioccolato

…Ma anche N’euro Chocolate ovvero superare la crisi economica con l’aiuto del cacao. Eurochocolate, la festa del cioccolato di Perugia, è iniziata e qui, come di consueto, vanno tutti fuori di testa per un Bacio Perugina.
Corso Vannucci stracolmo di gente il sabato e la domenica. L’indice glicemico alle stelle. Tutto congiura contro la salute ma cospira a favore del benessere perlomeno psichico. Cioccolato per attentare al colesterolo o per rilanciare l’economia?
Quale che sia l’analisi corretta, Perugia è immersa in un fiume dolce di cioccolata che sgorga a fontanelle ogni dieci passi.

Io ho fatto la mia personale incursione nel cuore della manifestazione, alla ricerca di CIOCCOLATO ALL’80% O SUPERIORE… cercando di conciliare il piacere di un momento con il disciplinato rigore di una vita. Ho quindi acquistato una decina di barrette di produttori diversi, scoprendo diverse cose:

UNO, non tutta la cioccolata all’80% (o superiore) ha le caratteristiche che ti aspetteresti (meno carboidrati, più proteine… insomma un indice glicemico più basso).
DUE, non tutti i produttori riproducono la tabella nutrizionale sulla confezione, dettaglio che rende impossibile fare paragoni.
TRE, non è sempre vero che concentrazioni più alte di cacao corrispondano a un gusto più difficile: dipende dal cacao.

La qualità quindi paga. Poi paga anche il marketing, perché della qualità te ne accorgi al primo morso ma il marketing lavora sulla confezione e lì non ci sono regole. A volte il pacchetto più elegante maschera elegantemente una porcheria altre volte è il prezioso scrigno di un’impareggiabile delizia.
E’ il caso, per esempio, del cioccolato fondente all’85% di Andrea Bianchini (Firenze), del quale con qualche approfondimento dovrò scoprire assolutamente il segreto. La sua tavoletta di “cioccolato puro” con un contenuto minimo di cacao pari all’85% è squisita e la confezione è molto bella. La data di scadenza e il numero del lotto sono scritti a mano sul retro della confezione, per dare una ulteriore impressione o conferma dell’artigianalità del prodotto. Insomma, complimenti al laboratorio di maestri cioccolatai di Firenze per l’ottimo lavoro sul prodotto e sul marketing. In attesa delle tabelle nutrizionali e delle prossime analisi del sangue, integro massicciamente la mia alimentazione con omega3 Omegor provenienti dall’olio di pesce, per abbattere o regolarizzare eventuali eccessi di colesterolo e trigliceridi.

Marco Morello di supersalute.com


Chi vuole uno shot di cioccolata calda, in questi giorni gelati, provi quella del Caffè di Perugia. Ne vale la pena.

Una NOTA importante: mentre al Caffè di Perugia sono legato per motivi familiari (che certamente influenzano il mio giudizio più di quello che oggettivamente vorrei - sono EFFETTIVAMENTE un fan sfegatato di questo Tempio del Piacere Enogastronomico perugino), ci tengo a precisare che non conosco per nulla Andrea Bianchini e la sua azienda e sono in attesa di una risposta ufficiale relativa alla tabella nutrizionle. Tornerò a dirvi che cosa mi hanno risposto.
Presto pubblicherò inoltre una tabella comparativa sulle tavolette di cioccolato all’80% e oltre acquistate in questi giorni di Eurochocolate, per condividere con gli appassionati le mie considerazioni sulle migliori dal punto di vista nutrizionale e del gusto.

Caricare immagini su Facebook da un Nokia con Symbian S60

Se siete nella schiera degli sfegatati sostenitori di Nokia (come me) e però rosicate (come me!) per il client di Facebook che i possessori dell’iPhone esibiscono quasi con scherno, ecco una piccola rivincita. FURTIV è una startup che promette bene nel mondo dell’integrazione dei social media negli apparecchi mobili.

Per adesso ha realizzato un buon tool che si integra nelle funzioni standard degli ultimi cellulari Nokia con Symbian S60. In particolare lavora in perfetta sinergia con la piattaforma OVI e con il software installato sui cellulari di ultima generazione.

Scaricando i settaggi opportuni sarà possibile caricare foto e cosevarie su Facebook, Picasa, Twitter e Youtube semplicemente selezionando l’apposita voce CARICA dalla galleria di immagini e video.

Quindi scattate una foto, scegliete CARICA e poi FACEBOOK. E il gioco è fatto.

Bello.

Marco Morello di supersalute.com

Marco Morello e Francesco Tranquilli, finalisti per la tappa di Perugia di Tiro Rapido 2009 (versione privata)

Inutile girarci intorno: gongolo. Il Marco Morello di cui sopra sono proprio io. Non scrivevo una riga da dieci anni. Ci provo adesso dopo aver rosicato per non aver partecipato l’anno scorso. E passo la selezione della tappa di Perugia, insieme a Francesco Tranquilli, che, per intenderci, è Uno Scrittore Vero.

Francesco sembra un tranquillo insegnante. Ma ha pubblicato a marzo il suo primo romanzo e la sua carriera di scrittore noir è pronta per esplodere.

La cosa è andata così. Assegnate le tracce, sto lì a sistemare le cose sul tavolo per rimettere a posto le emozioni più che le idee. Tiro fuori dalla borsa la Vitamina C+ Spray, il rimedio omeopatico tuttofare, una cartelletta di pelle Spaulding con un inutile block notes, una biro, due telefoni Nokia silenziati, un paio di cuffiette stereo, eventuali biglietti da visita. Computer e alimentatore erano già in funzione. Qui c’è una foto della postazione.

Appoggio la macchina fotografica dietro il computer. Provo a respirare un po’. Poi scrivo subito una cosa che non riesco a rileggere perché mi orripila.

Avendo paura di poter proporre una cosa simile (poi che dicono di me?) cerco di sviluppare le altre tracce e scrivo due cose una vagamente utilizzabili come punto di partenza sulla traccia di Narducci e un’altra completamente idiota (il punto di vista dello spacciatore che va in bagno mentre nell’altra stanza viene commesso l’omicidio di Mez) sulla traccia di Meredith Kercher.

Mi accorgo che della faccenda di Meredith non so proprio parlare. Ma nemmeno traslare. Quindi insisto con Narducci e viene fuori un altro raccontino veramente penoso con accenni a festini di ricchi perugini e dettagli ridicolmente scabrosi. Insomma non ce n’è, sono entrato nel loop da Compito in Classe.

Rivedo l’idea principale su Narducci (incentrato sul momento della sua morte - e sul personaggio potente onnipotente che lo fa uccidere) e poi inizio a disperarmi perché mi sembra di non essere capace, quindi inizio altri due pezzi su Narducci mischiando le idee. Abbandono perché mi accorgo che questa cosa dello scrivere in 911 minuti 2550 battute non fa per me. Sono uno che rimugina. Lascio lì un giorno e poi rileggo. In una sola giornata come si fa?

Sono le cinque del pomeriggio. La maggior parte delle persone ha già consegnato il pezzo. Io decido che niente va bene. O ricomincio oppure rileggo il primo pezzo liberamente ispirato al mostro di Foligno. Lo rileggo. Mi raccapriccia. Queste storie, da quando sono diventato padre, mi terrorizzano. Anche se le ho scritte io. Ma se mi orripila significa che…

Sistemo la storia. Si chiama “Non dirlo alla mamma”. Cambio una parola nel paragrafo iniziale, per fare in modo che non sia così crudo ma si possa immaginare (sperare) un doppiosenso o un depistamento. Tolgo il termine “masturbarsi”. Mi rigiro tra le dita il paragrafo finale, che, nonostante la buona frase finale, risulta veramente troppo moscio.

Ma arrivano le sette di sera, ho 45 minuti. Azzardo una revisione ma infilo una frase che mi fa capire quanto sono rincoglionito dopo una giornata dedicata intensamente all’esercizio della mia grande passione segreta. Così cancello la frase, cambio leggermente l’ultimo paragrafo, che trovo ancora poco incisivo, ma consegno per il terrore di rovinare tutto in un gesto di disperazione.

Senza aspettative ma Veramente Felice di aver speso una giornata scrivendo mi unisco al tavolo dei curiosi che aspettano la sera sperando che qualcuno ci dica qualcosa circa Il Verdetto. Ma gli organizzatori sono inflessibili: sapremo tutto domani, tramite e-mail. Stasera verranno informati solo i giornalisti invitati alla conferenza stampa da Porsche Italia.

Si cazzeggia con Luca Fassina (il giornalista col cappello), Annamaria Ortica, Francesco Tranquilli (l’agitato predestinato - guardate che scrive da vero figo, lui!) e un altro giovane partecipante. Siamo tranquilli ma ci piacerebbe tanto sapere chi ha passato la selezione per le finali.

Apriamo la fabbrica delle cazzate come solo in un vero caffè letterario solo tra veri artisti e rimpiango che non si abbia avuto il coraggio di continuare fino a notte esibendo ciascuno la propria anima segreta di Picabia.

Torno a casa, scarico le foto sul computer. Ceno da solo con il resto della famiglia a pochi cuscini da me. Ho un positivo senso di pienezza. E non è la cena.

Qui le foto che ho scattato.

Ci vediamo a Milano il 16 novembre per la finale.

Marco Morello di supersalute.com

2 iPhone esplodono in Francia

Il telefono dei fruttivendoli fa brutti scherzi in Francia. Ad Aix e Provence e a Marsiglia (è il caldo del sud?) l’estate calda del melafonino contempla due esplosioni senza grandi danni a cose e persone. Che succederà agli iPhone in vacanza in Sicilia?

Sembra che Apple (da sempre copiata) abbia questa volta preso i brutti vizi di Microsoft: buttare sul mercato prodotti poco testati e con gravi difetti di partenza.
Ma se per un sistema operativo bacato e per un software malfunzionante il danno è “al limite” quello di perdere il lavoro di un’ora o di tutta una vita, per un pezzo di hardware che scoppia il rischio è ben più rilevante, a meno che un dito, un occhio o la vostra intera esistenza valgano meno della presentazione di Power Point che state preparando per la riunione di domani.

Non bastava, quindi, che il mirabolante citofonino dai mille pesci colorati, l’acquario gonfiabile, l’ocarina cosmica… non bastava che questo pezzo di plastica malfatto con un software stupendo al suo interno si rompesse se messo in tasca, si rigasse se messo in borsa, si surriscaldasse fino a deformare o scolorare la scocca, fosse dotato di una batteria fissa e di uno slot per l’inserimento della SIM a dir poco PERVERSO. No. Adesso scoppia.
Mi sa che mia figlia dovrà ricominciare a guardare i cartoni animati sullo schermo più piccino del Nokia N82. Audio stereo, temperature accettabili e nessun rischio di esplosione.

[scritto sull’impareggiabile tastiera di un Nokia E90, detto “la citofonella”, senza che nulla si surriscaldasse, con la possibilità di scrivere le lettere accentate senza dover essere un contorsionista]

Nokia E90 e Alice ADSL con router Alice Gate w2+

Nokia E90 e router Alice Gate W2+

EVVIVA!!! HO CONNESSO L’E90 ALL’ADSL WI-FI!
Qui sotto tutto il necessario per scoprire come ho fatto.

Premessa
Io sono un “Nokia fan”. Da oltre 10 anni compro solo cellulari di questa azienda. Mi trovo bene con il software, riconosco le funzioni, mi oriento senza grandi ostacoli nelle configurazioni. Con l’avvento del wi-fi, sono diventati una compagnia indispensabile per connettersi all’ADSL wireless di casa o dell’ufficio per leggere le notizie e i blog che seguo, per vedere che cosa dicono gli amici su Facebook o Twitter, per trovare un’informazione al volo quando non ho voglia di accendere il mio Wincomputer che ci mette oltre tre minuti a essere pronto all’uso.

Ho un Nokia N82 e un Nokia E75 che ho utilizzato fin da subito per accedere all’ADSL domestica (Alice Tutto Incluso di Telecom Italia), senza nessun problema. Quando ho ricevuto in dono un E90 (regalatomi con mio grande piacere da una persona squisita, follemente passata all’iPhone), ho pensato che sarebbe stato il mio compagno quotidiano per la lettura delle news e la pubblicazione dei miei post sui blog che gestisco (come sapete, la tastiera dell’E90 è la migliore che esista sul mercato, ineguagliata per ergonomia e completezza. Chi deve scrivere utilizzando un cellulare, con l’E90 può farlo senza problemi, in qualunque situazione).

Il fatto
Però il Nokia E90 non ne voleva sapere di collegarsi al router Alice Gate W2 plus. Ho letto decine di interventi e richieste disperate, nei forum diriferimento, quasi tutti senza risposta o con risposte fuorvianti (tipo: a quel router puoi attaccare un solo computer alla volta… non è vero: io ci collego wireless 2 computer portatili e un cellulare Nokia N82 praticamente tutti i giorni, senza nessun problema).

Finché sul forum di my-cellular.com trovo un intervento illuminante.

Con i cellulari più recenti (N82 ed E75 si sono comportati così), la prima volta che si cerca di connettersi a una rete wi-fi viene richiesta la chiave WPA. Quando la si inserisce viene salvata e da quel momento viene utilizzata per navigare.

Non so perché ma con il Nokia E90 questa cosa non ha funzionato. Io seguivo questa procedura (evidentemente sbagliata. Più avanti riporto quella giusta). Dal menu CONNETTIVITA’ sceglievo GEST. CONN. > WLAN DISPON. All’interno di questa funzione sceglievo OPZIONI > RICARICA e mi veniva visualizzato l’elenco delle connessioni wireless disponibili. Individuavo la mia adsl casalinga e poi OPZIONI > DEFINISCI P.TO ACC. In questo modo mi si apriva una finestra di conferma e, scegliendo SI, si apriva una maschera per l’inserimento della “chiave precondivisa per WLAN”. Io inserivo la chiave WPA in mio possesso (è sulla lettera di Telecom ma si può vedere anche accedendo al router con un cavo ethernet e aprendo l’indirizzo 192.168.1.1). Ma in questo modo NON RIUSCIVO A NAVIGARE. Cercando di aprire la connessione ricevevo il messaggio che la chiave precondivisa era sbagliata.

Così inizia la mia ricerca su Google, sfogliando pagine e pagine di post disperati. Finché non trovo quello che ho linkato sopra, che fornisce, per punti, la lista di operazioni da svolgere. Io le riposto qui sotto (e aggiungo di seguito una nota).

Istruzioni: Come connettere un Nokia E90 (o N95) ad Alice Gate W2+
1 - Andate su STRUMENTI—>IMPOSTAZIONI—>CONNESSIONE
2 - Selezionare PUNTI DI ACCESSO
3* - OPZIONI—>NUOVO PUNTO DI ACCESSO—>USA IMP. PREDEFINITE
4* - NOME CONNESSIONE: a piacere
5 - TIPO DI TRASPORTO DATI: LAN senza fili
6 - NOME DELLA RETE WLAN: cerca nomi di rete e selezionare qll trovata
7 - STATO DELLA RETE: Pubblico
8 - MODALITà DI RETE WLAN: Infrastruttura
9 - MODALITà PROT. WLAN: WPA/WPA2
10- in IMPOSTAZ. DI PROT. WLAN—> MODALITà WPA: Chiave precondivisa
11- Chiave precondivisa: la chiave WPA scritta nella lettera inviata da Alice
()

* NOTA: Visto che io avevo già richiesto all’E90 di trovarmi le reti disponibili e avevo già cercato di impostare la mia Alice come punto di accesso predefinito, nei punti 3 e 4 non è stato necessario creare un NUOVO PUNTO DI ACCESSO perché avevo già in elenco il punto di accesso già nominato con il nome dell’ADSL (Alice-numeroadsl) con la maggior parte dei parametri corretti. Arrivato al punto 11 io avevo già risolto il mio problema e il Nokia E90 riusciva a connettersi. Le istruzioni del nostro benefattore proseguono con indicazioni per il Nokia N95.

L’unica cosa che ho dovuto fare, in pratica, è occuparmi dei punti 10 e 11, che mi hanno consentito di salvare la chiave precondivisa nel punto giusto.

Da quel momento ho iniziato a navigare senza problemi!

GRAZIE “lukamerawe” della community my-cellular! La tua guida era per il Nokia N95, ma ha funzionato anche per me!!!

Marco Morello di supersalute.com

L’inconscio qui mi trasporta NELLA copertina di Secrets of the beehive (David Sylvian).
Marco di supersalute.com

L’inconscio qui mi trasporta NELLA copertina di Secrets of the beehive (David Sylvian).

Marco di supersalute.com

Integratori alimentari online

Integratore di COenzima Q10 su supersalute.comMi trovo spesso nella situazione di dover spiegare che lavoro faccio. Visto che io non faccio UN lavoro, ma ne faccio tanti, spesso parto con quello che mi sembra più facile spiegare, ovvero la vendita online di integratori alimentari.

Racconto quindi che il mio ufficio riceve ordini tramite Internet(supersalute.com) o via telefono (e dove lo trovano il numero? Sul sito! Nella sezione contatti) e spedisce pacchi contenenti integratori vitaminici. Sì, spesso si tratta degli stessi integratori che si trovano anche in farmacia o in erboristeria. No, non sono in competizione con le farmacie, io ormai lo so: servo una nicchia di persone nella nicchia degli acquirenti di integratori alimentari. Si tratta di una nicchia ben definita di persone che hanno principalmente una tra queste caratteristiche:

  1. Vivono fuori dai grandi centri urbani (è la situazione più frequente)
  2. Vivono in centri urbani con operatori di settore poco sensibili al tema della prevenzione (è la seconda situazione più frequente)
  3. Vivono in centri urbani importanti con 3 farmacie nello stesso quartiere ma amano ricevere gli integratori per posta perché detestano occuparsi di faccende pratiche (come orari delle farmacie, parcheggi, traffico)

Quando spiego questa cosa, molto spesso mi guardano con la faccia esperta e mi dicono: “ah, vendi prodotti per la palestra”.

Così mi accorgo che il concetto di “integratori” o “integratori alimentari” è chiaro solo a chi li prende. Per tutti gli altri è un mondo misterioso più vicino al doping che alla salute.

Spesso mi affretto quindi a completare la frase, dicendo un enigmatico “integratori per la salute” che poi spiego meglio, enumerando le tipologie. Per esempio: vitamine (come la vitamina C, la vitamina E, la vitamina B), minerali, antiossidanti (tipo il Coenzima Q10 o l’acido alfa lipoico), omega 3… Quando spiego enumerando i tipi di prodotto, le idee dei miei interlocutori si schiariscono. Dopo qualche minuto di conversazione hanno finalmente capito tutto e mi dicono: “quindi tu vendi anche integratori che servono per dimagrire!”.

Io, che ho la teoria della supersalute stampata nella scatola cranica, inizio la mia filippica sul movimento, l’alimentazione, la pulizia del colon, la meditazione, spiegando che gli integratori vanno inseriti in un progetto globale di miglioramento della propria salute.

Ma niente da fare, ormai il pensiero è fisso sull’argomento, e spesso l’argomento cruciale suona così: “non è che devo dimagrire: ho solo bisogno di sgonfiarmi un po’. Hai qualcosa che sgonfia?”.

A intervalli regolari, quasi ossessivi, spiego che non sono un medico, che i protocolli di integrazione li fanno i medici, che è utile avere un quadro clinico completo, che è meglio evitare il fai da te. Ma non c’è niente da fare, imperterrito il mio interlocutore inizia a spiegarmi che mangia bene (ma a ogni domanda sull’argomento glissa dicendo “mangio molte verdure”) e che fa tanto movimento perché per lavoro è sempre in giro… A nulla valgono le mie osservazioni sulla necessità di attività fisica continuativa per 40 minuti o un’ora… “E chi ce l’ha un’ora?” è la risposta media. Sono arrivato a sentirmi dire “Basta che non mi tolgano il pane e la pizza e non mi costringano a fare ‘sta benedetta camminata veloce tutti i giorni e poi io faccio tutto il resto”. Ma qual’è il resto? Prendere lo Slim Factors e sperare che compia il miracolo?

Ho sperimentato sulla mia persona che per stare bene non c’è la bacchetta magica o un solo metodo. Il raggiungimento di un buono stato di salute è il risultato di un impegno costante in diversi campi. Si possono fare tante cose per stare bene e più ne si fa e meglio si sta. Sperare che una pillolina magica possa farci perdere peso, diventare più forti e vivere sereni è una illusione. Chiunque prometta questo sta raccontando una bugia e bisogna dubitare di quello che dice.

Arrivato al termine della mia ramanzina di solito la smania di capirne di più sul mio lavoro si è già smorzata. Qualcuno mi abbandona per un Martini Dry, qualcun altro mi chiede, un po’ distratto, “ma non facevi anche i siti web?”.

Marco di supersalute.com