2 iPhone esplodono in Francia
Il telefono dei fruttivendoli fa brutti scherzi in Francia. Ad Aix e Provence e a Marsiglia (è il caldo del sud?) l’estate calda del melafonino contempla due esplosioni senza grandi danni a cose e persone. Che succederà agli iPhone in vacanza in Sicilia?
Sembra che Apple (da sempre copiata) abbia questa volta preso i brutti vizi di Microsoft: buttare sul mercato prodotti poco testati e con gravi difetti di partenza.
Ma se per un sistema operativo bacato e per un software malfunzionante il danno è “al limite” quello di perdere il lavoro di un’ora o di tutta una vita, per un pezzo di hardware che scoppia il rischio è ben più rilevante, a meno che un dito, un occhio o la vostra intera esistenza valgano meno della presentazione di Power Point che state preparando per la riunione di domani.
Non bastava, quindi, che il mirabolante citofonino dai mille pesci colorati, l’acquario gonfiabile, l’ocarina cosmica… non bastava che questo pezzo di plastica malfatto con un software stupendo al suo interno si rompesse se messo in tasca, si rigasse se messo in borsa, si surriscaldasse fino a deformare o scolorare la scocca, fosse dotato di una batteria fissa e di uno slot per l’inserimento della SIM a dir poco PERVERSO. No. Adesso scoppia.
Mi sa che mia figlia dovrà ricominciare a guardare i cartoni animati sullo schermo più piccino del Nokia N82. Audio stereo, temperature accettabili e nessun rischio di esplosione.
[scritto sull’impareggiabile tastiera di un Nokia E90, detto “la citofonella”, senza che nulla si surriscaldasse, con la possibilità di scrivere le lettere accentate senza dover essere un contorsionista]